Smartwatch: facciamo un po’ di chiarezza


Autore Stefano Stomaci

Negli ultimi mesi, tutti i maggiori blog, siti e riviste specializzate, ci hanno bombardato di notizie e annunci sulle uscite di questi nuovi dispositivi meglio noti come smartwatch, ma a cosa e soprattutto a chi servono?

Sarebbe assurdo pensare che grandi aziende decidano di mettere sul mercato un orologio digitale, che abbia il solo scopo di farci vedere sul suo display le notifiche che arrivano sul nostro smartphone, anche perché, parliamoci chiaro, se arriva una notifica di Whatsapp, di Facebook o di Twitter, noi impugniamo il nostro smartphone e apriamo l’app interessata, di sicuro non restiamo a contemplare la notifica, quindi spendere centinaia di euro per un dispositivo che faccia solo questo sarebbe decisamente una spesa inutile; perciò incuriosito da tutti questi annunci e comunicati, ho iniziato una mia personale ricerca, per individuare quali sarebbero i reali contesti di utilizzo, così da identificare anche la fascia di clientela a cui essi sarebbero rivolti.

Tuttavia prima di dirvi a quali conclusioni sono giunto è d’obbligo fare una premessa.

Attualmente c’è stato un incremento impressionante di quello che chiamo io “salutismo” ossia, sempre più persone stanno attenti a fare la giusta quantità di attività fisica, prestano attenzione a ciò che mangiano e subito in supporto di questa “nuova” moda, sono intervenute delle app specifiche o meno che ci aiutano nel tenere il conto di quanti passi facciamo, quante kcal al giorno assumiamo e tanti altri dati che prima venivano consultati solo da chi faceva regolarmente sport, questo fenomeno può anche chiamarsi Fitness 2.0 sta di fatto che se prima per andare a correre o in bici ci si armava solo di lettore mp3, adesso, giammai uscire senza smartphone che con la sua localizzazione GPS registra distanza, durata e pendenza della nostra attività fisica.

Ed è qui che entrano in gioco gli smartwatch, dopo diverse ricerche, molti rumors e troppe chiacchiere, sono riuscito a farmi un’idea dell’utilità di questi dispositivi:

Questi dispositivi che battezzeranno a mio parere l’era del Fitness 2.0 renderanno gli orologi GPS, i contapassi e le fasce cardio, strumenti ingombranti e obsoleti, perché sempre da quello che emerge dalle notizie nel web, pare che questi smartwatch siano stati concepiti per lavorare in simbiosi con i nostri smartphone e le app specifiche alle attività sportive, infatti questi nuovi dispositivi saranno in grado di registrare i nostri battiti cardiaci e inviare i dati all’app per il fitness, tramite sensori biometrici potranno misurare il nostro indice di massa corporea, il nostro livello di idratazione, la nostra percentuale di massa grassa, oltre che, essendo dotati di rilevatore GPS, permetteranno di geolocalizzare le nostre sessioni sportive con intervalli più brevi senza però gravare sulla batteria dello smartphone che come unici compiti avrà quelli di essere collegato tramite Bluetooth allo smartwatch e di inviare i valori ricevuti dallo smartwatch all’app specifica che dovrà ovviamente essere attiva, poi in base alle scelte del singolo utente, l’app potrà o meno caricare tramite connessione 3G quindi in tempo reale, tutti questi dati sui suoi server, così noi dopo la nostra sessione o allenamento che dir si voglia, potremo tornare a casa, posare i nostri dispositivi e dopo una doccia rigenerante accedere al portale web della nostra app e consultare tutti i dati raccolti.

Senza dubbio, con queste funzioni, lo smartwatch non sarebbe poi così inutile come si sarebbe potuto pensare, al contrario questi dispositivi otterrebbero una bella fetta di mercato, poiché non sarebbero concorrenziali a dispositivi già esistenti (vedasi il caso di Smartphone vs. Phablet).

Ma chi li acquisterebbe? Di sicuro un manager che fa una vita sedentaria, che si e no fa attività fisica una volta a bimestre, non avrebbe necessità di questo dispositivo. Tuttavia un amante dello sport, lo troverebbe molto utile, visto che potrebbe finalmente dire addio a sensori nelle scarpe, fasce cardio che stringono al torace, orologi GPS; avrebbe tutte queste funzioni in un unico orologio, che si interfaccerebbe con il suo smartphone, di sicuro molto più comodo.

Solo che ora è normale che ci sorgano dei dubbi, che ahimè non possono ancora essere sciolti del tutto, ossia il prezzo e la compatibilità non solo con gli smartphone ma anche con le app.

Anche se sarebbe logico pensare che un utente iPhone sia più propenso ad acquistare un eventuale smartwatch della casa di Cupertino, non è certo una certezza, poiché magari la sua scelta potrebbe cadere su dispositivi “extra Apple” come possono essere Samsung, Asus e simili.

Quindi è normale che sorgano dubbi sulle compatibilità, domande come “Potrò usare al meglio lo smartwatch Samsung con il mio iPhone?” “Potrò continuare a registrare le mie attività con l’app che utilizzo attualmente e che ho pagato 5€ o dovrò sottostare all’app che la casa produttrice dello smartwatch mi impone?”

A domande come queste, purtroppo non abbiamo ancora risposte certe e probabilmente le avremo solo quando questi dispositivi prenderanno concretamente piede nel mercato e finiranno tutta la fase di “beta testing pubblico”.

 

Si ringrazia Stefano Stomaci per la gentile collaborazione.

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